DONNACCE

DONNACCE è la storia di due signore di mezza età, che hanno dedicato gran parte della loro vita alla pratica della professione più antica del mondo e per le quali è oramai giunto il tempo di andare in pensione, vista la concorrenza sempre più agguerrita.
Per festeggiare il loro “pensionamento” si regalano una vacanza a Sharm El Sheik e proprio quando sono in attesa del taxi per l’aeroporto, ecco l’imprevisto: sul balcone dell’appartamento piomba un uomo, seminudo e con una mise inequivocabilmente sadomaso, che si è calato dall’appartamento sovrastante. L’uomo misterioso, perfino mascherato per non farsi riconoscere, dichiara essere un importante personaggio pubblico e chiede aiuto alle due donne per recuperare i suoi documenti ed effetti personali che ha lasciato sopra ed evitare così uno scandalo mediatico. L’uomo dialoga, ammalia e manipola le due donne ed alla fine riesce a convincerle, promettendo loro una grossa somma di denaro ed una indimenticabile vacanza in un resort alle Barbados.
Da lì tutto cambierà in modo inaspettato e definitivo.
DONNACCE è un testo irreverente, dalle battute fulminanti, ma allo stesso tempo ricco di suspense e di umanità. È una storia incentrata sui due volti della nostra società: quello popolare, ingenuo, spontaneo (rappresentato dalle due simpatiche “donnacce”) e quello colto, fine ma falso, con tanto di maschera dell’arroganza e del doppio gioco (rappresentato dall’uomo pubblico di classe che inganna tutti per arrivare al suo scopo). In scena si fronteggiano due mondi profondamente diversi, due mondi con i quali ci confrontiamo ogni giorno nelle nostre realtà.
La grande comicità del testo non è mai sopra le righe. La risata scaturisce spontaneamente, senza forzature. E sembra ricordarci, ancora una volta, che non esiste comicità senza una buona dose di verità.