IL CAPPELLO DI CARTA

Ambientato tra l’estate e l’inizio dell’inverno del 1943 e narra la storia, in un modesto interno della periferia romana, di una famiglia operaia, immigrata dalla Sicilia da anni. La vicenda, con un dialetto siculo – romano, vede protagonisti Carlo, un nonno autoritario, muratore in pensione ed un pò svanito, il figlio Leone che ha ereditato da lui il mestiere di muratore, la nuora Camilla che non sopporta più le stranezze del vecchio, la figlia Anna, vedova e in cerca di sistemazione, il nipote Candido che vorrebbe far altro invece che sporcarsi con la calce, la nipote Bianca alle prese con la stagione dell’amore ed il suo pretendente Remo, amico a sua volta del fratello. Battute esilaranti, di estrema semplicità e tanto realismo caratterizzano la prima parte dello spettacolo. Poi la Storia, quella con la s maiuscola prede il sopravvento e la famiglia di nonno Carlo si troverà costretta ad affrontare in prima persona gli effetti devastanti dell’occupazione tedesca della città ma non perderà mai la sua umanità e la sua vogliadi aprire alla vita

AMORE AD ALTA QUOTA

“Amore ad alta quota” è una commedia frizzante e scoppiettante che racconta le disavventure di un uomo che cerca di mantenere in equilibrio la sua vita sentimentale tra imprevisti e malintesi. Situazioni surreali e colpi di scena rendono questa storia un mix irresistibile di risate e confusione. Preparati a un viaggio di emozioni… senza sapere mai cosa aspettarti!

SNITCHARE

Prima dell’inizio delle lezioni davanti al cancello di un liceo si svolge un efferato episodio di violenza giovanile, che porterà l’aggressore e l’aggredito, nonché i suoi compagni, come testimoni, davanti al Giudice.

Nell’attesa dell’interrogatorio del Giudice, i compagni di classe, sono in una sala d’attesa del Tribunale e dibattono con vedute differenti l’accaduto.

La vicenda riguarda una aggressione con il coltello per futili motivi.

Il Giudice delle indagini preliminari fa accomodare uno alla volta i ragazzi protagonisti della vicenda, cercando di comprendere la loro visione dei fatti. Samuele accusa Matteo, compagno di classe, di aver fatto la spia alla Professoressa di un compito copiato. Organizzando successivamente l’aggressione, con un coltello da cucina di dieci centimetri, ferendo sul dorso di una mano e al petto il compagno, scappando poi a piedi.

Il ragazzo in fuga, dopo aver corso qualche metro, si ferma in lacrime e contatta il 112 raccontando ciò che ha commesso. L’epilogo, riserva una sorpresa.

NOTE DI REGIA

Questo episodio solleva una serie di reazioni come fatto “inaccettabile e fallimentare della nostra società”. Samuele ha commesso una azione gravissima.

E’ evidente che il nichilismo insinuante, sta demolendo valori e riferimenti che la famiglia o la scuola da sola non riescono a recuperare. La società attuale forse è incapace di promuovere modelli positivi che contrastino la crescente cultura della violenza.

In questo caso il rancore è legato a motivi interiori del ragazzo? O tutto è riconducibile a una semplice punizione per l’episodio della spiata? Il sangue per terra e sulla maglietta del compagno di classe, fanno uscire il ragazzo dal videogioco in cui è caduto?

PROGETTO

Non è solo la rappresentazione di un lavoro teatrale realizzata con dieci adolescenti.

Quando ho iniziato a provare a leggere con i ragazzi il copione e poi a muoverci con le prove in piedi, ho fornito loro una versione asettica e molto legata alla cronaca di quanto successo.

Via via i ragionamenti condivisi, la modifica del linguaggio e le sensazioni che emergevano con il conoscerci mi hanno permesso di scoprire e riportare in copione sensazioni ed emozioni che i ragazzi anche involontariamente offrivano durante le prove.

Provare a scrivere per temi così complessi non è semplice. Soprattutto per chi come me si è cimentato principalmente nel contesto del teatro di commedie brillanti.

Ma l’emergere della violenza giovanile in modo ormai incontrollato e la maturità, hanno modificato il mio osservatorio artistico.

Questo mi ha spinto, non verso il teatro dichiaratamente di denuncia, ma verso quello dove può nascere il dibattito.

Spero di avere realizzato un lavoro di sperimentazione apprezzabile che coinvolge alla discussione i genitori quaranta/quarantacinquenni e gli addetti ai lavori.

Nelle varie repliche, prima dello epilogo-soluzione che propone il copione, abbiamo fermato il racconto per dare modo a chi era in sala di dibattere su come dovesse terminare questa vicenda.

Ne è nata una discussione animata ed in alcuni momenti anche concitata tra i presenti.

Da una parte giustizialisti e dall’altra chi  voleva dare un’altra possibilità all’accoltellatore.

Ritengo che questo prodotto debba essere distribuito il più possibile per dare modo di fare ragionamenti.

Una sorta di “Cineforum” che si usava nelle scuole dopo aver visto un film in classe, quando ero io giovanissimo.

“Snitchare” ha ottenuto nel Premio Mecenate 2025 il “Premio per il Sociale” e il 7 febbraio prossimo alle 18.30 ci contenderemo il Premio Colosseo 2025 della Federazione Italiana Teatro ed Arti, tra le tre compagnie finaliste.

                                                                                                           L’autore

                                                                                                 Riccardo Passalacqua

DONNACCE

DONNACCE è la storia di due signore di mezza età, che hanno dedicato gran parte della loro vita alla pratica della professione più antica del mondo e per le quali è oramai giunto il tempo di andare in pensione, vista la concorrenza sempre più agguerrita.
Per festeggiare il loro “pensionamento” si regalano una vacanza a Sharm El Sheik e proprio quando sono in attesa del taxi per l’aeroporto, ecco l’imprevisto: sul balcone dell’appartamento piomba un uomo, seminudo e con una mise inequivocabilmente sadomaso, che si è calato dall’appartamento sovrastante. L’uomo misterioso, perfino mascherato per non farsi riconoscere, dichiara essere un importante personaggio pubblico e chiede aiuto alle due donne per recuperare i suoi documenti ed effetti personali che ha lasciato sopra ed evitare così uno scandalo mediatico. L’uomo dialoga, ammalia e manipola le due donne ed alla fine riesce a convincerle, promettendo loro una grossa somma di denaro ed una indimenticabile vacanza in un resort alle Barbados.
Da lì tutto cambierà in modo inaspettato e definitivo.
DONNACCE è un testo irreverente, dalle battute fulminanti, ma allo stesso tempo ricco di suspense e di umanità. È una storia incentrata sui due volti della nostra società: quello popolare, ingenuo, spontaneo (rappresentato dalle due simpatiche “donnacce”) e quello colto, fine ma falso, con tanto di maschera dell’arroganza e del doppio gioco (rappresentato dall’uomo pubblico di classe che inganna tutti per arrivare al suo scopo). In scena si fronteggiano due mondi profondamente diversi, due mondi con i quali ci confrontiamo ogni giorno nelle nostre realtà.
La grande comicità del testo non è mai sopra le righe. La risata scaturisce spontaneamente, senza forzature. E sembra ricordarci, ancora una volta, che non esiste comicità senza una buona dose di verità.

UNA QUESTIONE DELICATA

“Una questione delicata” è una commedia brillante di Antonella Zucchini, ambientata negli anni ’50, che racconta i caotici preparativi per il fidanzamento della figlia Colomba, sconvolti da una rivelazione in una lettera notarile, generando una cascata di equivoci, situazioni paradossali e colpi di scena, con l’intervento di parenti e altre figure che complicano ulteriormente una situazione già esplosiva. I veloci cambi di scena e l’alternarsi di personaggi molto coloriti, rendono la commedia piacevole ed esilarante, ingredienti giusti per trascorrere una bella serata in nostra compagnia!

L’IMPORTANTE E’ IL COGNOME

Dopo il successo delle prime tre replicheper un totale di 400 persone in sala “l’importante è il cognome” torna con altre 2 repliche natalizie.

27 e 28 Dicembre al “Piccolo Teatro San Pio”

Una cena tra amici. Un salotto accogliente, qualche bicchiere di vino, conversazioni leggere. Poi, all’improvviso, una domanda e poi un nome.
Da lì, il disastro!
L’atmosfera si riscalda, le verità escono (forse un po’ troppo) allo scoperto, e la serata prende una piega… decisamente imprevedibile.
L’importante è il cognome è una commedia raffinata e irresistibilmente autentica, che gioca con le ipocrisie quotidiane e con quel sottile piacere che tutti proviamo nel vedere gli altri — ma anche un po’ noi stessi — perdere la calma.
Tra ironia, provocazioni e un pizzico di cattiveria, ci ricorda che la convivenza pacifica è un’illusione meravigliosa… finché non si parla di figli, politica o “strane” relazioni.

Prenota i posti migliori, le prevendite sono iniziate.

Info e prenotazioni 3283142458

IL PESO DEL CORAGGIO

“Il compito principale nella vita di ognuno, è dare alla luce se stesso” (Erich Fromm)
…e quanto costa oggi riuscire a farlo? Quanto pesa oggi avere il coraggio di “Essere”?
Natale, oggi: una famiglia comune, come tante ne esistono, che si riunisce tutta insieme per la cena della Vigilia. L’idillio dell’unione, la magica atmosfera, l’emozione del ritrovarsi ma…. è tutto realmente così com’è o è semplicemente come appare? 7 Personaggi, con vite diverse, con passioni diverse, con convinzioni diverse che tra una portata, un brindisi ed una tombola, si concilieranno per il bene comune oppure avranno il coraggio di dar luce a loro stessi?
Il quieto vivere dell’apparire o Il Peso Del Coraggio di essere!

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BUONI DA MORIRE

Buoni da morire è una delle ultime perle uscite dalla penna di Gianni Clementi e che racconta la storia di una coppia borghese, un cardiochirurgo e sua moglie, che decidono di passare una Vigilia di Natale diversa servendo i poveri. Un evento inatteso svelerà le ipocrisie sociali e personali della coppia, portando a galla la dura realtà e costringendoli a fare scelte difficili, mettendo in discussione la loro vita agiata e il loro rapporto.

Essere buoni è semplice se devi uscire di casa e andare sotto dei portici a dare coperte e cibo per qualche ora la sera prima di Natale, ma cosa succede quando la prova di vero altruismo ti suona al campanello di casa la mattina del 25 Dicembre? Tra gag divertentissime, malintesi e ricordi del passato, la commedia scorre senza mai annoiare e porta a riflettere il pubblico. Voi spettatori, cosa fareste?

Vi aspettiamo al Piccolo Teatro San Pio in Via Paolo Stoppa 10 – Roma

In scena dal 21 al 30 Novembre – Venerdì ore 20.30 – Sabato e Domenica ore 17:30

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