
Un debutto importante è in arrivo a fine marzo al Teatro San Pio di Roma: “E come tetto il Cielo”, intenso e vibrante spettacolo diretto da Manuela Mosciatti.
Una drammaturgia originale e inedita che affonda lo sguardo nelle pieghe più intime dell’animo umano, mettendo al centro la solitudine, la paura di guardarsi dentro e, nonostante tutto, quella forza ostinata e luminosa che ci spinge a voler vivere.
Laura e Lorenzo, amici legati da confidenze e silenzi, sono il fulcro attorno a cui si muovono personaggi inquieti, anime in bilico alla ricerca di un equilibrio interiore. Tra un bicchiere e l’altro di vino rosso, le loro serate si trasformano in confessioni a cuore aperto. Entrambi sospesi tra il desiderio di felicità e la necessità di fare i conti con i propri limiti e le proprie vulnerabilità, si confrontano con ciò che più li spaventa: se stessi.
Le insicurezze e la solitudine di lei. I conflitti di identità sessuale di lui. La vita che incalza, che preme, che chiede risposte. Il bisogno urgente di spezzare le catene che imprigionano il proprio “sentire”. Tutto si traduce in un viaggio attraverso abissi infernali che, passo dopo passo, si trasformano in consapevolezza. E poi in desiderio. In voglia di vivere alte vibrazioni, come uccelli liberati da una gabbia, finalmente pronti a spiccare il volo verso il cielo.
L’Inconscio della protagonista non è un semplice alter ego: è l’Inconscio stesso, vivo e pulsante, in continua oscillazione tra l’Es (impulso primordiale) e il Super Io, censore severo. È la parte più profonda e nascosta della mente umana, un archivio segreto in cui si custodiscono pensieri, desideri, ricordi e pulsioni che sfuggono alla percezione consapevole ma che influenzano ogni scelta, ogni emozione.
